LA FUNIVIA DEL LAGO

maggio 20, 2009 · Filed Under La Storia di Laveno Mombello · Comment 

La Funivia del Lago parte da (da via Tinelli) per risalire l’impervio pendio che porta al Poggio Sant’ Elsa.

La sua costruzione iniziò nell’ estate del 1961 grazie al progetto dell’ ingegnere Menichelli di Bolzano.

Fù poi inaugurata il 7 giugno del 1964.

Parte da 210 metri circa di altitudine ed arriva a quota 946 sul livello del mare.

Ecco come fu ricordata dalla “Prealpina” un mese dopo l’ entrata in funzione:

Dal 7 giugno ad oggi, oltre diecimila persone sono salite nei “castelli” che, nel sole, brillano come argento puro, sino a Poggio Sant’ Elsa, ieri ancora una cima pittoresca, ma incolta e difficile da raggiungere, oggi un autentico terrazzo, un balcone come è stato definito, che dal monte Sasso del Ferro si apre su un panorama incantevole.

Il silenzio è completo, perfetto il senso dell’ isolamento e altrettanto prezioso mentre sotto si stende il disegno preciso, minuto, di un mondo che sembra infinitamente lontano.

Oggi, completamente ristrutturata, offre a chi raggiunge il Poggio strutture di accoglienza e ristoro.

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IL MERCATO DI LAVENO

maggio 19, 2009 · Filed Under Eventi, Varie · Comment 

Non è possibile parlare del mercato di senza accennare brevemente alle sue origini storiche.

Gli studi in proposito non mancano di fare osservare che nella seconda metà del 1700 era un centro di sicuro rilievo economico. Nel 1744 si assiste al passaggio delle sue sponde del a due diversi stati mentre in precedenza esse appartenevano entrambe allo Stato di Milano: la sponda piemontese venne data al Regno di Sardegna e la sponda lombarda agli Austriaci. L’ accordo fu confermato con la pace di Aquisgrana del 1748.

In seguito a questi mutamenti territoriali, per lo Stato di Milano si pose il problema di sostituire gli importanti mercati di Intra, Pallanza e Arona, tutti posti sulla sponda occidentale, che da tempo assolvevano un importante compito: quello di permettere agli svizzeri e alle popolazioni di frontiera di rifornirsi dei quantitativi di cereali loro assegnati. Da qui la decisione di far nascere un mercato a . Un editto del 1744 istituisce il mercato settimanale a partire da martedì 4 febbraio di quello stesso anno. Tuttavia i mercati della sponda lombarda tra cui, oltre anche Angera e Luino, non ebbero quella vivacità commerciale che le popolazioni e gli Austriaci si aspettavano.

In seguito e fino ad oggi il mercato, che si svolge una volta alla settimana, è composto di numerosissime bancarelle ambulanti di tutti i generi commerciali: dagli alimentari ai vestiti, dagli utensili agli animali domestici, dai produttori agricoli alla bigiotteria.

Il perno del sistema è la piazza Vittorio Veneto e le numerose vie adiacenti. Un dato interessante che rispecchia la composizione multietnica della società italiana di oggi è la presenza di commercianti di paesi extra europei, in particolare cinesi, marocchini e senegalesi.

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La storia

maggio 19, 2009 · Filed Under La Storia di Laveno Mombello · Comment 

Nascita del comune

Con decreto del 18 dicembre 1927, in seguito alla fusione dei Comuni di , e nasce il nuovo Comune di .

Preistoria

Le prime tracce di presenza umana sono state rinvenute a nell’area della Torbiera, in passato occupata da un lago di origine glaciale, ove gli uomini primitivi posero le loro abitazioni. I ritrovamenti effettuati nel corso dell’escavazioni della torba nella seconda metà dell’ Ottocento ad opera di don Carlo Tinelli portarono alla luce una palafitta, coltellini, raschiatoi, piroghe del periodo neolitico ed eneolitico. I reperti in parte sono andati dispersi e in parte sono depositati nei Musei Civici di Villa Mirabello a .

Età romana

Molto probabilmente è di origine romana poichè la sua posizione  geografica era favorevole alla istituzione di una stazione militare. Lo confermarono alcuni ritrovamenti: nell’ Ottocento il busto marmoreo di una statua, oggi al Castello Sforzesco di Milano e, negli anni Sessanta del Novecento, alcune tombe a cassetta del I sec. d.C, sul colle di S. Michele.

Medioevo

Scarse sono le notizie di questo periodo. I più antichi documenti che accennano a sono la donazione, ritenuta un falso, da parte di Re Liutprando di varie località della zona, fra cui , al monastero di S. Pietro in Ciel d’ Oro di Pavia, un “istrumento” dell’846 che cita la località di Vararo e la frazione di Monteggia e, infine, la donazione al monastero di Cluny della Chiesa di Santa Maria in Ca’ Deserta. Appartengono  a quest’ epoca le chiesette romaniche  dei S.S. Defendente, Celso e Nazario a Ceserolo () e l’ oratorio di S.Maria di Corte a . Interessante a è il monastero degli Umiliati dell’ elegante porticato in località Bostano.

Sec. XV

I comuni, che eranostati sempre liberi, vengono assoggettati a regime feudale. In data 2 aprile 1449 , e altri comuni vicini sono ceduti per 1000 fiorini a Vitaliano Borromeo e apparterranno a questa famiglia sino alla soppressione dei feudi. fa invece parte del feudo di Leggiuno concesso nel 1491 a Francesco Cremona Favagrossa e poi ai Besozzi.

Sec. XVII

Gli avvenimenti più rilevanti di questo secolo sono quelli della peste e dell’invasione degli stranieri: il  primo caso di peste viene segnalato a il giorno 22 luglio 1630; alcuni anni dopo, nel 1636, i francesi giunsero a e poi si diressero alla volta di devastandone alcune località. A viene edificato l’austero palazzo dei conti Guilizzoni, oggi sede del Museo Internazionale Design Ceramico.

Sec. XVIII

Dopo un lungo periodo di decadenza, come lamentano i lavenesi nei documenti del Settecento, in questo secolo si pongono le basi per lo sviluppo demografico ed economico del paese. , in seguito agli accordi di Worms, che trasforma la sponda sinistra del nel nuovo confine del Ducato, subentra nel febbraio del 1744 ai mercati di granaglie che si tenevano prima a Intra e Pallanza.

Sempre nel Settecento , sia pure per un periodo limitato dal 1774 al 1788, divenne uno dei pochi comuni sede di Regia Pretura.

Sec. XIX

In questo secolo gli austriaci, al fine di controllare la sponda piemontese, trasformarono in una piazzaforte. Dopo un arsenale per la propria flottiglia, negli anni Cinquanta diedoro avvio alla costruzione di parecchie fortificazioni: la caserma di S. Michele, il forte Castello (che vide le imprese dei Garibaldini nel maggio del 1859), il Blockhaus e il Fortino a .

Prima della fine del dominio austriaco vede nascere una fabbrica di ceramica che assicurerà lavoro per più di un secolo non solo ai cittadini di , e ma anche a tanti abitanti dei  comuni vicini.

Sec. XX

Prosegue l’ espansione dell’ industria ceramistica che farà conoscere il nome di in tutto il mondo. Negli anni Venti, sotto la guida dell’ ingegnere Luciano Scotti, si avvia un ampliamento dell’ industria con la creazione dei magazzini del ” Ponte ” e lo stabilimento ove si produrrà porcellana da tavola e isolatori. Poi a cominciare dagli anni Ottanta, dopo vari passaggi di proprietà, inizia il declino delle ceramiche con la chiusura dapprima dello stabilimento Lago nel 1982 e poi via via di tutti gli altri.

Oggi il Comune si avvia a diventare un luogo di turismo stagionale e di seconde case che vanno ad aggiungersi alle ville che nei primi del Novecento erano state costruite. Di queste ricordiamo la villa Bassani sul lungolago De Angeli, la villa liberty di viale porro e le ville sorte lungo la strada che conduce a .

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TRADIZIONI GASTRONOMICHE

maggio 19, 2009 · Filed Under La Storia di Laveno Mombello, Lago Maggiore, Varie · Comment 

La presenza di laghi, torrenti e fiumi un tempo puliti offriva una ricca varietà di pesci di acqua dolce, che costituivano una delle caratteristiche fondamentali della cucina di . In primo piano il pesce persico ( ora purtroppo di quasi esclusiva provenienza da altri laghi dopo il pesante inquinamento da DDT del ), ma anche le tinche, le carpe, gli agoni e le alborelle ( entrambi ottimi in carpione ), le trote, i lavorelli, i lucci, le anguille, le bottatrici, per non parlare dei vaironi pregiati pesci di fiume. Sono stati in tante famiglie, soprattutto in periodi di crisi economica, gli ingredienti principali di piatti preparati al forno o fritti, in tegame o aromatizzati o uniti ad altre preparazioni. Oggi i soli riferimenti rimasti riguardano il pesce persico filettato o con il risotto, il carpione (sempre più difficile da trovare fatto con le classiche alborelle), il lavarello al forno o filettato. Passiamo dal lago alla montagna, dove si è invece mantenuta la tradizione della raccolta autunnale di funghi nonostante il progressivo abbandono dei boschi lasciati senza la periodica pulizia, classica di un tempo. Sotto i castagni, i faggi e le betulle è ancora possibile nei periodi e nei luoghi giusti, ben conosciuti e gelosamente nascosti dai fungiatt, raccogliere specie ottime come i boleti i finferli o gallinacci, le mazze di tamburo, i chiodini. A seconda della specie sono possibili ottimi piatti con funghi trifolati, in umido, crudi in insalata, per non parlare del classico risotto con i funghi.

Ma, come la più sana e autentica tradizione lombarda suggerisce, anche la cassoeula e i bruscitt trovano ampia ragion d’ essere. La prima non di facile digestione e piatto tipicamente invernale, è un insieme di carni suine unite a verdure dove la verza ne fa da regina; i secondi costituiti da un trito di carne bovina e equina, sono un gustoso condimento per la polenta.

Un alimento qui prodotto è il miele. Ricco di sali minerali e vitamine, esso è tutelato dal “Consorzio Qualità miele Varesino” ed è prodotto in tre diversi tipi: miele millefiori, indicato per colazioni e preparazioni dolciarie; miele di acacia, pregevole accompagnamento nella degustazione di formaggi stagionati e di frutta; miele di castagno dal sapore più forte e amaro, ideale abbinamento a piatti a base di formaggi caprini stagionati.

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Strade devastate e piene di buche a Laveno Mombello

maggio 7, 2009 · Filed Under Varie · Comment 

Una delle voragini sull’asfalto di

Il paese è un colabrodo: parola della Lega. Prendendo come esempio la via San Fermo, dove una voragine imperversa da tre mesi, il segretario del Carroccio di Giuliano Besana attacca l’amministrazione sul tema buchi in strada. Le vie lavenesi, secondo l’esponente leghista, sono un “campo minato”.

Il tour di Besana ha origine da via San Fermo, laterale di via Labiena deformata e bucherellata dall’inizio alla fine. In particolare prima della curva c’è una porzione di carreggiata recintata a causa di un buco, non larghissimo ma profondo mezzo metro. «Il problema non è tanto la voragine – inizia il segretario – che rimane pericolosissima e potrebbe facilmente ingrandirsi, quanto il fatto che c’è da più di tre mesi. Inoltre l’asfalto è sformato ovunque, i tombini sono “asfaltati” e ostruiti e la situazione non deriva dagli ultimi acquazzoni, che hanno solo peggiorato le cose. La via San Fermo è solo un esempio lampante dell’abbandono del paese». Esempio che poche settimane fa era stato sottolineato anche da un cartello dai toni ironici e provocatori.

Partendo da via San Fermo Besana amplia il discorso al resto del paese. «Sarebbe più semplice – continua – elencare le strade a posto che quelle bucherellate, perché lo stato delle vie da al centro è disastroso: in pratica sembrano un campo minato. La zona Ponte è diventata una gruviera, con strade piene di buchi enormi. Davanti al passaggio a livello delle Nord invece bisogna stare attenti anche quando si cammina, altrimenti si rischia di prendere una storta al piede. Altro esempio è la nuova rotonda di via Martiri della Libertà, con il manto stradale non finito e completamente allagata negli ultimi giorni di pioggia». C’è poi la segnaletica orizzontale: «Le strisce dei parcheggi sono diventate ambigue e invisibili – continua Besana – sono bianche, blu, bianche e blu, mezze sbiadite e sovrapposte. E per le strisce pedonali è anche peggio, perchè la loro invisibilità causa pericolo». Il segretario del Carroccio aveva sottoposto la questione anche al consiglio comunale, ormai tre mesi fa, ponendo l’attenzione in particolare sulla pericolosità dell’attraversamento fra il ponte di via Diaz e la stazione dello Stato, dove le strisce sono deteriorate. «Al contrario – prosegue Besana – le strisce blu dei parcheggi a pagamento sono puntualmente rinfrescate. Mi domando quindi: ma i soldi incassati dalle multe e dal pagamento della sosta non dovevano essere reimpiegati per le strade?». Per chiudere il segretario pone l’accento su viale De Angeli: «Abbiamo un lungolago che tutti ci invidiano – dice – ma viale De Angeli risulta non sfruttabile, mentre si potrebbe creare facilmente la possibilità per artigiani e commercianti di vendere i propri prodotti».

da: La

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Smottamenti per le pioggie nel Lavenese

aprile 29, 2009 · Filed Under Varie · Comment 

Piogge torrenziali non mancano di creare allagamenti con interventi dei vigili del fuoco. Nel Varesotto seppur non di eccessiva entita’, si segnalano diversi episodi.
La scorsa notte i pompieri di e Luino sono intervenuti per un sopralluogo lungo la Sp 61, strada che collega Luino a Lavena Ponte Tresa dove si sono verificati piccoli smottamenti con sassi e pietrisco finiti sulla sede stradale. Tutto il materiale e’ gia’ stato rimosso e la zona viene costantemente monitorata. Sempre nella notte i vigili del fuoco del distaccamento di sono intervenuti in via Mazzini, a , per uno smottamento che ha interessato una tubatura del gas. I vigili del fuoco hanno fatto intervenire l’azienda del gas per evitare fughe. A , stamattina allagamenti in un garage di via Barni e a Cairate in uno scantinato. Sotto stretta osservazione laghi e fiumi della . Numerosi gli interventi anche nel Comasco per allagamenti stradali, scantinati e rami pericolanti. Si sono avuti anche piccoli smottamenti, il piu’ significativo a Lezzeno, sulla ‘Lariana’ che collega Como a Bellagio. La navigazione nei laghi della di e’ sconsigliata, mentre dal Centro Geofisico Prealpino giunge notizia che il livello del si e’ alzato di 60 centimetri, quello del lago 30, il Lario 35.

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Il cigno di Laveno Mombello cova 8 uova! Da record!

aprile 2, 2009 · Filed Under Eventi, Lago Maggiore, Varie · Comment 

Cova 8 uova e il cigno è divenuto l’attrazione del centro rivierasco

Un cigno, sorvegliato dal maschio, è protagonista di una covata record da ben 8 uova nel porto lavenese. Lo scorso anno, in questo periodo, la covata era stata fatta da un cigno per 3 uova lungo l’asse del torrente Boesio. L’animale, anche in quella occasione aveva richiamato l’attenzione di diverse persone, dopo che con il torrente in piena rischiava di perdere la covata. Era pronta ad intervenire anche la locale Protezione civile. Quest’anno la storia si ripete e alcuni pescatori dopo che nei giorni scorsi il lago si è alzato di quasi 20 centimetri, hanno dovuto rialzare il nido. Per evitare che i “turisti” si avvicinino troppo, per scattare le foto ricordo, disturbando la covata, sono state messe alcune transenne sia sullo stesso scivolo a lago che sulla spalletta del porto. Sono diversi i pescatori che raccontano di non aver mai visto, almeno a , una covata così generosa.

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Il Lago Maggiore

marzo 31, 2009 · Filed Under Lago Maggiore · Comment 

Il , secondo al Lago di Garda, è una meta pittoresca e suggestiva visitata da  milioni di turisti che si trova a 194 metri sul livello del mare.

Il suo vero nome è e si colloca fra la Lombardia ( di ), il Piemonte (province di Novara e -Cusio-Ossola) e, nella parte più settentrionale, la Svizzera.

Nasce nel Ticino per poi sfociare a Sesto Calende; è caratterizzato da una forma allungata che si protrae per 66 Km, da una profondità di 175 metri circa e da sponde con profilo ad U.

Depositi morenici testimoniano un’origine di tipo glaciale comune ad altri laghi prealpini.

La zona fu abitata sin da tempi molto antichi e costituiva un teatro di transito con il centro dell’Europa. La posizione spiega la presenza di fortezze che, in certi casi, approfittarono delle condizioni naturali come la rupe che sorregge la rocca di Angera o i castelli di Cannero.

L’insediamento dei popoli sul Lago risale alla preistoria, precisamente alla civiltà di Golasecca durante l’Età del ferro. Si susseguirono poi Celti e Romani che resero la zona la XI regione augustea.

E’ particolarmente caratteristica l’organizzazione ecclesiastica delle pievi, risalente al Medioevo, insieme agli scontri fra i casati Visconti-Torriani per il dominio sul Lago che alla fine fu conquistato dai Borromeo. Nel cinquecento giunsero gli Svizzeri sulla costa settentrionale.

Nel settecento, la costa occidentale fu dominata dai Savoia e quella orientale venne attribuita agli Austriaci fino alle guerre risorgimentali (salvo il periodo napoleonico). Lo sviluppo turistico (ville, parchi, alberghi) iniziò ad affermarsi intorno all’ottocento.

Il paesaggio, piuttosto angusto nella parte meridionale, diviene particolarmente florido e pittoresco nel golfo Borromeo (complici il clima e l’intervento dell’uomo). La sponda lombarda è ornata da colline che degradano sino alla riva, quest’ultima caratterizzata da spiagge sabbiose e pareti rocciose che si alternano.

La particolare configurazione paesaggistica e fisica caratterizzata da rilievi e colline è alla base del clima mite. L’insediamento dei popoli sul lago è stato favorito da affluenti quali il Ticino che, collegando la Pianura Padana col centro d’Europa, consentì la navigazione.

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Laveno Mombello

marzo 21, 2009 · Filed Under Varie · Comment 

è un paese  della di di quasi 10.000 abitanti, situato fra il centro di e le frazioni di e .

Situato sulle sponde del , offre un panorama pittoresco e incantevole.

Il comune di presenta tracce di insediamento risalenti all’antichità: sono stati rinvenuti resti di palafitte del 3000 a.c.

Il nome deriverebbe dal comandante romano Tito Labieno, il quale ebbe uno scontro con i Galli sulla collina di .

Il Presepe Sommerso è uno dei punti attrattivi di questo incantevole paese: durante la notte della vigilia di Natale del 1975, un gruppo di sommozzatori del club “Lugano Sub”, ritrovandosi sulle rive del , effettuò un’immersione a 23 metri ove è situata una statua che rappresenta il Cristo degli Abissi. Per tre anni, alla Vigilia, il gruppo di sommozzatori decise di ripetere questa immersione; in seguito, l’iniziativa fu resa più solenne invitando altre persone a parteciparvi. Nel 1979 si realizzò un vero e proprio “presepe sommerso” composto da tre statue (oggi divenute quarantadue) e posizionato ad una profondità tale che tutti potessero vederlo, anche i non subacquei.

L’iniziativa vanta un successo strepitoso: ogni anno circa 90.000 persone sfilano e si raccolgono attorno al presepe buttando in segno di apprezzamento una monetina in acqua.

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4hero – Sunspots

gennaio 23, 2009 · Filed Under Lago Maggiore, Video · Comment 

A few snapshots of landscapes,taked in , of Lake . Music by 4hero, from the album “Parallel Universe” … 4hero Sunspots Lake drum&bass electronic landscapes

http://www.youtube.com/v/FIDRQTUkVvM&f=videos&app=youtube_gdata

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4hero – Sunspots

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