La storia
Nascita del comune
Con decreto del 18 dicembre 1927, in seguito alla fusione dei Comuni di Laveno, Mombello Lago Maggiore e Cerro Lago Maggiore nasce il nuovo Comune di Laveno Mombello.
Preistoria
Le prime tracce di presenza umana sono state rinvenute a Mombello nell’area della Torbiera, in passato occupata da un lago di origine glaciale, ove gli uomini primitivi posero le loro abitazioni. I ritrovamenti effettuati nel corso dell’escavazioni della torba nella seconda metà dell’ Ottocento ad opera di don Carlo Tinelli portarono alla luce una palafitta, coltellini, raschiatoi, piroghe del periodo neolitico ed eneolitico. I reperti in parte sono andati dispersi e in parte sono depositati nei Musei Civici di Villa Mirabello a Varese.
Età romana
Molto probabilmente Laveno è di origine romana poichè la sua posizione geografica era favorevole alla istituzione di una stazione militare. Lo confermarono alcuni ritrovamenti: nell’ Ottocento il busto marmoreo di una statua, oggi al Castello Sforzesco di Milano e, negli anni Sessanta del Novecento, alcune tombe a cassetta del I sec. d.C, sul colle di S. Michele.
Medioevo
Scarse sono le notizie di questo periodo. I più antichi documenti che accennano a Laveno sono la donazione, ritenuta un falso, da parte di Re Liutprando di varie località della zona, fra cui Laveno, al monastero di S. Pietro in Ciel d’ Oro di Pavia, un “istrumento” dell’846 che cita la località di Vararo e la frazione di Monteggia e, infine, la donazione al monastero di Cluny della Chiesa di Santa Maria in Ca’ Deserta. Appartengono a quest’ epoca le chiesette romaniche dei S.S. Defendente, Celso e Nazario a Ceserolo (Cerro) e l’ oratorio di S.Maria di Corte a Mombello. Interessante a Mombello è il monastero degli Umiliati dell’ elegante porticato in località Bostano.
Sec. XV
I comuni, che eranostati sempre liberi, vengono assoggettati a regime feudale. In data 2 aprile 1449 Laveno, Cerro e altri comuni vicini sono ceduti per 1000 fiorini a Vitaliano Borromeo e apparterranno a questa famiglia sino alla soppressione dei feudi. Mombello fa invece parte del feudo di Leggiuno concesso nel 1491 a Francesco Cremona Favagrossa e poi ai Besozzi.
Sec. XVII
Gli avvenimenti più rilevanti di questo secolo sono quelli della peste e dell’invasione degli stranieri: il primo caso di peste viene segnalato a Laveno il giorno 22 luglio 1630; alcuni anni dopo, nel 1636, i francesi giunsero a Laveno e poi si diressero alla volta di Mombello devastandone alcune località. A Cerro viene edificato l’austero palazzo dei conti Guilizzoni, oggi sede del Museo Internazionale Design Ceramico.
Sec. XVIII
Dopo un lungo periodo di decadenza, come lamentano i lavenesi nei documenti del Settecento, in questo secolo si pongono le basi per lo sviluppo demografico ed economico del paese. Laveno, in seguito agli accordi di Worms, che trasforma la sponda sinistra del Lago Maggiore nel nuovo confine del Ducato, subentra nel febbraio del 1744 ai mercati di granaglie che si tenevano prima a Intra e Pallanza.
Sempre nel Settecento Laveno, sia pure per un periodo limitato dal 1774 al 1788, divenne uno dei pochi comuni sede di Regia Pretura.
Sec. XIX
In questo secolo gli austriaci, al fine di controllare la sponda piemontese, trasformarono Laveno in una piazzaforte. Dopo un arsenale per la propria flottiglia, negli anni Cinquanta diedoro avvio alla costruzione di parecchie fortificazioni: la caserma di S. Michele, il forte Castello (che vide le imprese dei Garibaldini nel maggio del 1859), il Blockhaus e il Fortino a Cerro.
Prima della fine del dominio austriaco Laveno vede nascere una fabbrica di ceramica che assicurerà lavoro per più di un secolo non solo ai cittadini di Laveno, Mombello e Cerro ma anche a tanti abitanti dei comuni vicini.
Sec. XX
Prosegue l’ espansione dell’ industria ceramistica che farà conoscere il nome di Laveno in tutto il mondo. Negli anni Venti, sotto la guida dell’ ingegnere Luciano Scotti, si avvia un ampliamento dell’ industria con la creazione dei magazzini del ” Ponte ” e lo stabilimento Verbano ove si produrrà porcellana da tavola e isolatori. Poi a cominciare dagli anni Ottanta, dopo vari passaggi di proprietà, inizia il declino delle ceramiche con la chiusura dapprima dello stabilimento Lago nel 1982 e poi via via di tutti gli altri.
Oggi il Comune si avvia a diventare un luogo di turismo stagionale e di seconde case che vanno ad aggiungersi alle ville che nei primi del Novecento erano state costruite. Di queste ricordiamo la villa Bassani sul lungolago De Angeli, la villa liberty di viale porro e le ville sorte lungo la strada che conduce a Cerro.
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